
Hope, expectation, Bright promises.
The Moon is a card of magic and mystery - when prominent you know that nothing is as it seems, particularly when it concerns relationships. All logic is thrown out the window.
The Moon is all about visions and illusions, madness, genius and poetry. This is a card that has to do with sleep, and so with both dreams and nightmares. It is a scary card in that it warns that there might be hidden enemies, tricks and falsehoods. But it should also be remembered that this is a card of great creativity, of powerful magic, primal feelings and intuition. You may be going through a time of emotional and mental trial; if you have any past mental problems, you must be vigilant in taking your medication but avoid drugs or alcohol, as abuse of either will cause them irreparable damage. This time however, can also result in great creativity, psychic powers, visions and insight. You can and should trust your intuition.
What Tarot Card are You?
Take the Test to Find Out.
Il popolo del Maestro è doverosamente scombiccherato. Donne in abito da sera, ragazzi spaesati, e Vassilissa vestita color lampone dalla testa ai piedi. Nel pieno del caos dovuto alla pessima organizzazione dei posti (siccome Travaglio era tra gli spettatori ed è stato il primo a lamentarsi, ne scriverà sicuramente), compare Etta Sciolla con un'uniforme bianca da Tai Chi (Battiato si è messo anche a produrre abbigliamento?), che canta splendide canzoni in arabo-siculo (non è una battuta razzista alla Castelli: Etta Sciolla canta veramente per metà in arabo e per metà in catanese). Il pubblico, però, preda dell'arcana domanda "dove piazzo il mio culo?", fatica a prestarle attenzione; anche se, alla fine, si rende conto della sua bravura e tributa applausi non proprio di minima.
Poi, ovvviamente, compare il Maestro, con Sgalambro; ed è la solita storia. La giovinotta - forse neanche ventenne - seduta al mio fianco mi guarda un po' stranita, mentre manifesto il mio entusiasmo e batto le mani ad ogni intro; ma ha modo di guardarmi ancor più stranita, quando sghignazzo con Tatino e mi faccio battutacce sui testi.
"Degna è la vita di colui che è sveglio..."
Immaginatevi come suona questa perla agli orecchi di gente il cui deficit di sonno è ormai cronico... Poi, ovviamente, la pianto di "perfideggiare" quando der wunderbarische Mann intona La cura - e io non singhiozzo proprio, ma insomma. Solito finale con il mondo a cantare sotto il palco e il Maestro a dirigerci. Un molesto giovinotto catanese mi urla ininterrottamente nell'orecchio per un quarto d'ora: "Stranizza d'ammuri!". Tatino non la prende bene. "Veni accà, ca ti stranizzzu io..." bofonchia con aria delinquenziale. Grazie al cielo, l'urlatore non lo sente. Il Maestro, delizioso come sempre, invece che mandarlo a liberarsi i visceri, gli canta il pezzo desiderato. E tutto finisce nel centro di gravità permanente.
Ieri sono andata a sentire il concerto di Battiato. Ma siccome devo scappare (dalla polizia, ovviamente!) dovrete accontentarvi del titolo del post come recensione. Ah, Der Spiegelberg ha detto che se continuo a parlare in tedesco mi prende a scarpate dalla parte con il tacco, sicchè non lamentatevi - qui sto minimizzando. A presto. Forse.
Ho abbandonato in bagno (uno dei luoghi in cui leggo di più, insieme agli autobus) un sottile volume di poesie di tale Mia Lecomte, a me, devo dire, non eccessivamente nota al momento dell'acquisto. Ma la notorietà non è necessariamente segno di buona scrittura o di buona poesia; e la Lecomte è una buona poetessa, con un suo senso originale del ritmo e dell'umorismo, con un immaginario fintamente facile incardinato in uno stile fintamente criptico. Insomma, interessante (oh, l'aggettivo che tanto agognerei venissse rivolto alla mia opera...)!
Poi, ovviamente, proseguo con Trollope, seppure con diffficoltà: perchè, per mere ragioni di reperibilità libraria, ho dovuto buttarmi sul ciclo di Barchester (l'ho trovato quasi tutto da un remainder...), che è, molto francamente, una palla... Mi manca un personaggio di vera e bella cattiva come la Lady Eustace di The Eustace diamond! Comunque, ho finito Doctor Thorne, e sto arrancando in Framley Parsonage. Probabilmente, se non me lo portassi in borsa, non ne leggerei una riga.
Infine, best of the week: chi lo non avesse mai letto, si procuri una copia del mirabolante racconto/romanzo breve di Rex Stout Orchidee nere (ovviamente con protagonista Nero Wolfe). A prescindere dall'interesse che il tema ha per un'appassionata, si tratta di uno dei racconti meglio scritti che io abbia mai letto in vita mia. E non scherzo...
Sono perennemente a margine di grossi grossi guai.
Perciò da domani torno a scrivere solo di libri. Che è meglio.
...Poi, assistita da una delle mie percezioni, mi gioco i numeri al Lotto (sic). E vinco.
(Traetene le conseguenze che credete...)